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Un sito web non ottimizzato è un sito web che non può andare da nessuna parte. Un portale senza SEO, infatti, è come un negozio senza insegna né vetrine, posizionato in qualche desolata via della periferia cittadina: nessuno lo troverà mai. Ma a cosa può servire un sito web senza utenti? Sarebbe un po’ come investire dei soldi nella stampa di 1.000 biglietti da visita per poi fare un buco in giardino e sotterrarli. Insomma, un gran spreco di soldi, e null’altro.

Per questo, prima di avviare qualsiasi progetto di web marketing, è necessario effettuare un’accurata analisi del sito web, la quale costituirà la base su cui fondare il successivo lavoro di ottimizzazione. Non è di certo la prima volta che senti parlare di SEO Audit, vero? Ecco: oggi cercherò di spiegarti concretamente cos’è una SEO Audit, fornendoti una lista pratica dei principali passi da fare durante questa analisi.

Cos’è una SEO Audit?

Aggiustandoci gli occhiali con fare da dotti potremmo dire che una SEO Audit è quel processo analitico di valutazione dei fattori che possono influenzare il posizionamento organico di un sito, portando alla luce sia le criticità presenti che le migliorie da apportare nel breve termine. In parole più semplici, invece, potremmo dire che una SEO Audit è il check up di un sito web, per capirne lo stato di salute e migliorarne le prestazioni in modo rapido.

Vuoi capire come sviluppare una strategia SEO efficace per dare maggiore visibilità al tuo portale aziendale? Bene, il primo passo che devi fare, dunque, è quello di fare una SEO Audit completa e soprattutto intelligente. E oggi, come anticipato, ti mostrerò i principali controlli che non devono assolutamente mancare nel check up del tuo sito. Non dimenticare mai che Google conta circa 200 fatto di ranking!

I principali e più importanti check di una Seo Audit

Il dominio: l’importanza delle keyword e l’età del dominio

La SEO Audit del tuo sito web dovrebbe partire dall’analisi del tuo dominio. Guardando ai fattori di ranking utilizzati dai motori di ricerca, devi sapere che inserire delle keyword direttamente nel dominio non è un fattore determinante, ma può comunque aiutare: se stai per realizzare un nuovo portale, cerca quindi di tenerne conto. Se invece sei indeciso tra un dominio datato e uno nuovo, la logica ti dovrebbe portare verso quello più vecchio, in quanto Google sembra affidare maggiore fiducia in questi ultimi (per verificare l’età di un dominio puoi sfruttare l’apposito strumento messo a disposizione da godaddy.com).

La durata della sottoscrizione di un dominio

Guardando ancora alle tempistiche della registrazione, in una nota Google ha dichiarato che «la scadenza della registrazione di un dominio, in futuro, potrà essere usata come un fattore per predire la credibilità di un sito». In altre parole, secondo gli ingegneri di Mountain View, chi paga in anticipo molti anni di dominio è indicativamente più degno di fiducia di chi invece paga per un solo anno.

Il passato di un dominio

Stai acquistando un dominio che è già stato utilizzato in passato? Forse ti converrebbe analizzare un po’ della sua storia, attraverso tools come Majestic e  SEMrush. Comprare un dominio ‘usato’, infatti, è come acquistare un’auto di seconda mano: l’attenzione non è mai troppa! È infatti possibile che un dominio sia stato penalizzato in passato e che quell’evento lontano nel tempo continui ad arrecare danni al suo posizionamento.

Accessibilità – Content analysis

Qui parliamo della vera e propria content analysis: la keyword è presente nel tag title? Le meta description sono valorizzate e spiegano bene il contenuto della pagina? I titoli dei paragrafi sono suddivisi nella struttura gerarchica H1,H2 ecc…? I testi sono semanticamente corretti? Le keywords sono ricorrenti nei testi in maniera naturale e non forzata, utilizzando anche parole correlate e sinonimi? In ogni caso, per una SEO Audit come si deve, l’utilizzo di appositi tool, come per esempio Screaming Frog, in questa fase, è praticamente d’obbligo.

Velocità di caricamento

All’interno di una Seo Audit completa non può mancare l’analisi della usabilità e della velocità di caricamento delle pagine del sito web. Praticamente tutti gli studi relativi alla velocità di caricamento, infatti, dimostrano che al di sopra dei due secondi di tempo le probabilità di perdere degli utenti ancor prima che questi approdino sulle nostre pagine aumentano iperbolicamente. Per questo devi verificare che il tuo sito web sia veloce a partire da qualsiasi tipo di browser, utilizzando software come Pingdom o GTMetrix per effettuare le varie prove e individuare le eventuali criticità.

Check dei link interni

Si è soliti pensare che non esistano limiti per quanto riguarda i link interni, ma chi si occupa di SEO Audit sa benissimo che Google diffida di chi supera i 100 link per pagina. Sempre per quanto riguarda i link interni, inoltre, va sottolineato che un’analisi dei testi di ancoraggio può essere illuminante, per evitare di proseguire con la sovraottimizzazione esasperata. Molto importante poi che tutti i collegamenti tra le pagine del nostro sito non siano “rotti” e non conducano a pagine 404.

Check dei link esterni

in questa fase della Seo Audit si vanno ad esaminare eventuali comportamenti borderline o propriamente penalizzanti per quanto riguarda l’attività di link building passata. Con Ahrefs o Majestic, per esempio, puoi controllare comodamente la presenza di link esplicitamente innaturali che Google potrebbe riconoscere come tali e quindi penalizzare.

Controllo dell’indicizzazione

Non tutti i passaggi di una SEO Audit richiedono per forza tool e strumenti appositi. Per farti una buona idea della situazione del tuo sito ti consigliamo anche di effettuare una semplice ricerca su Google digitando ‘site:’ seguito dal nome del tuo sito. In questo modo scoprirai quali pagine del tuo portale sono effettivamente state indicizzate e quali hanno ricevuto priorità rispetto alle altre.

Geolocalizzazione

Nella maggior parte dei casi un sito web ha come obiettivo un Paese specifico: nel tuo caso, per far capire subito ai motori di ricerca che il tuo portale ha in mente l’Italia, sarà tua cura scegliere un dominio .it e un hosting italiano. Altri elementi che possono aiutare in questo senso sono la presenza ripetuta dell’indirizzo fisico dell’attività in varie pagine del portale, l’uso corretto delle opzioni di geotargeting nonché, con lo svilupparsi del sito, dei link in entrata da altri siti italiani.