Regex in Google Search Console: la guida completa per filtrare le query

Regex

Se stai analizzando le performance organiche del tuo sito in Google Search Console, prima o poi ti scontri con il problema dei dati: troppi, troppo generici, difficili da segmentare. La soluzione? Le espressioni regolari (regex), uno strumento potente che ogni Consulente SEO dovrebbe conoscere, che può trasformare radicalmente il modo in cui leggi i dati di ricerca.

In questa guida trovi tutte le regex più utili già pronte per Google Search Console, tradotte e adattate all’italiano, con esempi pratici e spiegazioni su quando e perché usarle.

Che cosa sono le regex in Google Search Console e perché usarle

Le regex, o espressioni regolari, sono pattern di caratteri speciali che puoi applicare come filtro avanzato all’interno del report di Google Search Console. Il loro punto di forza è la flessibilità: invece di cercare una singola parola o frase esatta, ti permettono di definire uno schema logico che cattura in un colpo solo tutte le varianti che ti interessano, che si tratti di varianti di un brand, di sottocartelle specifiche o di gruppi di query con caratteristiche comuni, qualcosa che i filtri standard di GSC semplicemente non sanno fare.

Key point prima di iniziare:

  • Le regex in GSC distinguono maiuscole e minuscole
  • Il filtro si applica cliccando su Aggiungi filtro -> Query -> Personalizzata (regex) e selezionando “Corrisponde alla regex”
  • Puoi combinare più filtri per segmentazioni ancora più precise
  • Le regex sono particolarmente utili per audit SEO, analisi dell’intento e identificazione di contenuti TOFU/MOFU/BOFU
Regex: Filtro Query Search Console

1. Filtri per la lunghezza delle query

Capire se il traffico arriva da query corte (navigazionali, branded) o lunghe (long tail, transazionali) è uno dei primi passi di qualsiasi audit SEO.

Solo query a una parola

^\w+$

Isola ricerche branded, ricerche navigazionali o query ultra-generiche. Utile per valutare la forza del brand o capire quanto traffico arriva da ricerche non qualificate.

Esattamente 2 parole

^\w+\s\w+$

Query brevi ma già più specifiche. Spesso corrispondono a ricerche informazionali semplici o prodotti molto conosciuti.

Esattamente 3 parole

^\w+\s\w+\s\w+$

La “zona di mezzo” tra query generica e long tail. Spesso ad alto volume ma ancora competitiva.

Query da 5 parole o più

^\w+(\s\w+){4,}$

Long tail puro. Queste query hanno solitamente un intento molto specifico, bassa concorrenza e alta probabilità di conversione.

Query da 7 parole o più

^\w+(\s\w+){6,}$

Query ultra-specifiche. Spesso rispondono a domande molto precise o problemi tecnici dettagliati.

Query con più di 60 caratteri

^.{60,}$

Domande complete, query vocali o ricerche molto articolate. Perfette per ottimizzare contenuti di tipo FAQ.

Query brevi, sotto i 20 caratteri

^.{1,20}$

Ricerche corte, spesso navigazionali o branded. Se hanno impressioni alte ma CTR basso, c’è un problema di snippet o di brand awareness.


2. Filtri per intento e tipologia di domanda

Questa categoria è probabilmente la più preziosa per chi lavora su strategie di contenuto. Identificare l’intento informazionale vs. commerciale vs. transazionale direttamente dai dati di GSC permette di allineare i contenuti esistenti o pianificare nuovi articoli.

Tutte le query sotto forma di domanda

^(come|cosa|perché|quando|dove|chi|quale|quali|quanto|quante|quanti|posso|si può|è|sono|sarà|dovrei)\s

Cattura l’intero universo delle domande in italiano. Usa questo filtro per scoprire quante delle tue query sono domande e se stai rispondendo bene con i tuoi contenuti.

Query “come fare / come si fa / come mai”

^come\s(fare|si|mai|funziona|si fa|posso|faccio|si usa|usare|creare|trovare|ottenere)\s

Intento tipicamente educativo o tutorial. Perfetto per individuare opportunità di contenuto how-to.

Query definitorie “che cos’è / cosa sono”

^(che\s(cos.è|cosa\s(è|sono|fa|significa))|cosa\s(è|sono|significa|vuol\sdire))\s

Intento informazionale puro. Chi usa queste query è nelle prime fasi del funnel (TOFU). Se le posizioni sono buone ma il traffico è basso, valuta di migliorare il titolo e la meta description.

Domande sì/no

^(è|sono|può|si può|si deve|vale|conviene|funziona|esiste)\s

Query in cerca di conferma. Utile per identificare content gap su argomenti dove l’utente ha un dubbio specifico.

Domande con “perché”

^perché\s(è|sono|non|si|viene|fa|funziona)\s

Intento fortemente educativo e spesso emozionale. Queste query nascono da curiosità o frustrazioni e si prestano bene a contenuti approfonditi.

Contenuti educativi e guide

.*(guida|tutorial|consigli|imparare|spiegazione|esempi|idee).*

Query già strutturate su contenuti formativi. Chi le usa sa già cosa vuole: un contenuto chiaro, completo e strutturato.

Query definitorie (varianti estese)

.*(cos'è|cosa sono|definizione di|significato di|cosa significa|panoramica di).*

Ottimo per intercettare ricerche di glossari, dizionari settoriali e pagine “pillar”.

Solo query “come fare” (ancorate all’inizio)

^come\sfar

Ancora più preciso: isola solo le query che iniziano letteralmente con “come fare” o “come far”.

Intento da principiante

.*(per principianti|passo dopo passo|per iniziare|da zero|guida base).*

Utenti nella fase di onboarding. Se intercetti queste query, assicurati che i tuoi contenuti siano davvero accessibili, senza dare per scontate conoscenze pregresse.

Intento di ricerca commerciale (confronto e valutazione)

.*(migliore|migliori|top|confronto|confronta|alternativa|alternative|recensione|recensioni|vs|versus).*

Utenti in fase MOFU: sanno cosa cercano, stanno valutando le opzioni. Contenuti efficaci qui: confronti, tabelle comparative, recensioni dettagliate.

Query di confronto diretto

.*\svs\s.*

L’utente vuole capire la differenza tra due prodotti, strumenti o approcci. Alta intenzione di scelta.

Pattern “il migliore X per Y”

.*(migliore|migliori|top)\s.*\s(per|da)\s

Query ad alta specificità commerciale. Spesso con intento vicino alla decisione d’acquisto.

Valutazione e dubbi pre-acquisto

.*(ne vale la pena|conviene|è buono|è affidabile|funziona davvero|è consigliato).*

L’utente è quasi convinto ma ha bisogno di una conferma. Un buon contenuto qui può fare la differenza tra una conversione e un abbandono.


3. Filtri per intento transazionale

Identificare le query transazionali è fondamentale per chi gestisce e-commerce, landing page di servizio o siti con obiettivi di lead generation.

Segnali transazionali generali

.*(acquistare|comprare|ordine|ordinare|negozio|prezzo|prezzi|costo|costi|assumere|ottenere).*

Query con alta probabilità di conversione. Se il tuo sito appare per queste query ma il CTR è basso, c’è un problema di snippet o di posizionamento.

Sensibilità al prezzo

.*(economico|conveniente|a basso costo|sconto|offerta|coupon|promozione|saldi).*

Utenti attenti al budget. Contenuti come “migliori offerte su X” o pagine con price anchoring funzionano bene qui.

Intento di acquisizione

.*(gratis|download|prova gratuita|trial|registrati|iscriviti|scarica).*

Query di acquisizione tipiche del SaaS, dell’editoria digitale e dei servizi freemium.

Intento locale

.*(vicino a me|nella mia zona|a [a-z]+|[a-z]+ zona).*

Local SEO puro. Se hai un’attività fisica o servi aree geografiche specifiche, questi filtri ti mostrano quante opportunità locali stai o non stai cogliendo.

Query di servizio ad alto intento

.*(preventivo|demo|consulenza|prenota|prenotazione|appuntamento).*

Utenti pronti ad agire. Alta priorità per ottimizzazione di CTA, snippet e pagine di atterraggio.


4. Filtri per query navigazionali

Le query navigazionali segnalano che l’utente sa già dove vuole andare, oppure cerca una funzionalità specifica della piattaforma.

Login e accesso all’account

.*(login|accedi|accesso|registrazione|account|dashboard|area riservata).*

Utili per valutare se stai “sprecando” crawl budget su pagine di login o se ci sono problemi di indicizzazione di aree protette.

Brand + tipo di prodotto/servizio

.*(sito|sito web|app|software|strumento|piattaforma|programma)$

Query di navigazione verso tool specifici. Alta competitività se ci sono brand dominanti nel settore.


5. Filtri per singolare e plurale

In italiano, la distinzione tra singolare e plurale può influenzare significativamente volumi e intento.

Forme singolari di termini comuni

.*(consiglio|strumento|idea|strategia|esempio|modo|opzione|metodo|passo)(\s|$)

Cattura le versioni singolari di parole spesso cercate al plurale. Utile per confrontare come i tuoi contenuti performano nelle due varianti.

Forme plurali di termini comuni

.*(consigli|strumenti|idee|strategie|esempi|modi|opzioni|metodi|passi)(\s|$)

Spesso queste query hanno intento listabile (“i migliori 10 strumenti per…”). Se le intercetti, assicurati che i tuoi contenuti siano strutturati con liste e intestazioni chiare.


6. Filtri per geolocalizzazione

.*\sa\s[a-z]+$

Identifica tutte le query con indicazione geografica finale, come “consulente SEO a Bologna” o “agenzia marketing a Milano”. Indispensabile per chi fa local SEO o ha clienti con sedi fisiche.


7. Filtri per anno e query “fresche”

Query che includono un anno specifico

.*(2024|2025|2026).*

Gli utenti che aggiungono l’anno cercano informazioni aggiornate. Se i tuoi contenuti non includono l’anno nel titolo o nell’URL, potresti perdere CTR a vantaggio di concorrenti più “freschi”.

Ricerche di aggiornamenti recenti

.*(ultime novità|nuovo|aggiornato|recente|quest.anno|adesso|ora).*

Segnale forte di freshness intent. I contenuti evergreen non bastano: questi utenti vogliono dati attuali.

“Funziona ancora / è ancora valido”

.*(ancora|funziona ancora|è ancora valido|vale ancora).*

Query di verifica. Perfette per articoli di aggiornamento o sezioni FAQ che rispondono direttamente a dubbi sulla longevità di una tecnica o di un prodotto.


8. Filtri per troubleshooting e problem solving

Queste query intercettano utenti con un problema specifico e urgente. I contenuti che rispondono a questi pattern hanno spesso un engagement molto alto.

Query di troubleshooting

.*(non funziona|rotto|come risolvere|problema|errore|lento|sbagliato|fallito).*

Identifica le query dove l’utente ha un problema tecnico o pratico. Se appari qui ma non risolvi davvero il problema nel contenuto, il bounce rate sarà altissimo.

Ricerca di soluzioni

.*(come risolvere|come smettere|come evitare|come prevenire).*

Intento risolutivo specifico. Questi utenti non vogliono teoria: vogliono la soluzione diretta, preferibilmente step by step.

Frustrazione e negazione

^perché\s.*(non|non funziona|non va|non si apre|non riesce).*

Utenti frustrati. Il tono del contenuto deve essere empatico e la soluzione deve essere visibile immediatamente, senza dover scorrere.


9. Filtri per funnel TOFU / MOFU / BOFU

Uno dei casi d’uso più potenti: segmentare il traffico organico per fase del funnel e capire dove stai performando bene e dove hai gap.

TOFU — Awareness (domande aperte)

^(cosa|come|perché|chi|quando)\s

Traffico in cima al funnel. Alto volume, bassa conversione diretta. Utile per costruire brand awareness e nutrire il pubblico nel tempo.

MOFU — Consideration (confronto e valutazione)

.*(migliore|vs|recensione|confronto|alternativa).*

Traffico in fase di considerazione. Queste query portano utenti già informati che stanno scegliendo. Contenuti vincenti: confronti, best-of, case study.

BOFU — Decision (acquisto e contatto)

.*(acquistare|prezzo|costo|assumere|preventivo|demo|trial).*

Traffico in fondo al funnel. Conversione alta se lo snippet è ottimizzato e la landing page è efficace. Ogni decimale di CTR guadagnato qui vale oro.


Come usare queste regex nella pratica

  1. Apri Google Search Console e vai su Prestazioni > Ricerca web
  2. Clicca su + Nuovo nella barra dei filtri
  3. Seleziona Query > Corrisponde a espressione regolare
  4. Incolla la regex che vuoi testare e clicca su Applica
  5. Analizza impressioni, click, CTR e posizione media per il segmento filtrato
  6. Esporta i dati in CSV per analisi più approfondite in Excel o Google Sheets

Consiglio pratico: crea segmenti salvati per TOFU, MOFU e BOFU e analizzali ogni mese. La distribuzione del traffico tra le fasi del funnel ti dirà molto sullo stato della tua strategia di contenuto e su dove intervenire per primo.

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