Definire l’intento di ricerca ai fini SEO

Definire l’intento di ricerca ai fini SEO

Definire l’intento di ricerca di un utente e la SEO, due argomenti ai quali non basterebbero due pagine Wikipedia per spiegare cosa significano.

Come faccio a determinare cosa vuole da me l’utente? Raggiunto tale obiettivo abbiamo fatto un balzo in avanti per Google, per il nostro sito web e per l’utente finale.

Quindi determinare una query di ricerca specifica significa raggiungere l’obiettivo nella SEO? Certo che no, però sicuramente è un fattore importante e che ci aiuta nel posizionamento.

SEO, definizione e spunti per l’ottimizzazione

Partiamo dagli albori, la SEO, che la definizione non tradotta è Search Engine Optimization, rappresenta tutte le tecniche utilizzate per l’ottimizzazione del posizionamento di una pagina web nei risultati di un motore di ricerca (ad esempio Google).

Il posizionamento sui motori di ricerca è dato da numerosi fattori, il più importante è la parola chiave utilizzata dall’utente nel campo di ricerca. In base alla query selezionata, l’algoritmo di Google restituisce le pagine web che esso ritiene più attinenti e più rilevanti per la ricerca effettuata. L’algoritmo di un motore di ricerca è pur sempre gestito da un “robot”, molto evoluto ma pur sempre “robot”, ciò a spiegare che non sempre la risposta più corretta alla nostra query di ricerca si trova in prima posizione o ancora peggio fra i primi quattro o cinque risultati.

A tal proposito è importante posizionare la pagina web attraverso una ricerca chiara, definita e non banale.

Le tipologie di ricerche

Le ricerche navigazionali

La ricerca navigazionale ha l’obiettivo di raggiungere un sito web di nostra conoscenza ma del quale non ricordiamo precisamente l’URL. Facendo una ricerca su Google esso ci restituisce molto probabilmente la pagina specifica che stiamo cercando.

Un paio di esempi di ricerche navigazionali:

pagina facebook Ceres”, “sito web Riccardo Esposito

Spesso e volentieri le ricerche navigazionali coincidono con la ricerca branded, cioè quando l’utente nel campo keyword scrive soltanto il nome di un brand. Il motore di ricerca posizionerà per primo il sito web ufficiale del brand ricercato.

Le ricerche informazionali

La ricerca informazionale ha lo scopo di imparare una nozione o conoscere meglio un argomento a noi sconosciuto. Passiamo dalla ricerca delle condizioni metereologiche, alla definizione di una parola o frase, dalle indicazioni stradali per raggiungere un determinato luogo alle opere di un celebre scrittore.

Un paio di esempi di ricerche informazionali:

cos’è la SERP”, “opere di Omero”.

Le ricerche transazionali

La ricerca transazionale è quel tipo di ricerca che porta maggiori conversioni al sito web. La conversione è per esempio il raggiungimento di vendita di un prodotto o servizio, di iscrizione alla newsletter o di download di un ebook.

In questo caso l’utente sa già cosa vuole e cerca soltanto il posto adatto dove reperirlo, avremo dunque una query di ricerca molto specifica-

Un paio di esempi di ricerche transazionali:

download pdf prove esame patente”, “streaming serie A Juventus

Come possiamo notare dal primo esempio, l’utente è a conoscenza dell’esistenza delle prove di esame per patente in formato PDF, dunque cerca esclusivamente dove poterli andare a scaricare.

Come intercettare l’intento di ricerca

Ora che abbiamo imparato le diverse tipologie di ricerca, occorre analizzare e capire quale tipo di ricerca è più adatto alla nostra attività e come intercettare l’esatta query che l’utente scrive sui motori di ricerca.

Per fare ciò dobbiamo inizialmente pensare in un’ottica ristretta, vale a dire keywords di ricerca specifiche e non banali.

Per esempio, se io stessi cercando una casa di lusso e mi volessi appoggiare ad un agenzia immobiliare di zona, la mia query di ricerca non potrebbe essere “agenzia immobiliare”, troppo vaga e banale, bensì io utente, cercherei “agenzia immobiliare case di lusso nelle Marche”. In questo modo andrei ad intercettare le agenzie che molto probabilmente vendono case di lusso e sono localizzate nella regione Marche.

Non è sicuramente facile, sicché in nostro aiuto arriva Google, e Übersuggest.

Google per scovare l’intento di ricerca

Sotto i nostri occhi, ad ogni ricerca, Google cerca di scovare il nostro intento di ricerca, suggerendoci una ricerca affiliata (parole correlate) a ciò che noi stiamo scrivendo nel campo ricerca, in tempo reale.

Che significa? Semplice, anche Google pensa che l’intento di ricerca sia una parte fondamentale della sua strategia.

Grazie ai numerosi dati in suo possesso, nel momento in cui inizio a scrivere “SEO” nel motore di ricerca, esso mi suggerisce delle query legate alle parola “SEO”.

Nel mio caso, in base ai miei intenti di ricerca, Google mi suggerisce le seguenti query di ricerca: “SEO ed https”, “SEO blog”, “SEO ottimizzazione web”. Parlo del mio caso in quanto ogni utente, in base alla propria tipologia di navigazione, cronologia, cookie ha “sporcato” il proprio intento di ricerca.

Consideriamo sempre una buona query di ricerca, una frase ben definita, chiamata spesso a “coda lunga”. Essa rappresenta tutte quelle ricerche specifiche e non banali dove l’utente cerca di intercettare un suo interesse specifico.

Übersuggest per trovare l’intento di ricerca

Übersuggest è un tool web totalmente gratuito, disponibile anche per le keyword in lingua italiana.
Nasce per suggerire istantaneamente delle query di ricerca correlate alla nostra parola chiave primaria. Dalla keyword digitata, Übersuggest ci offre una serie di suggerimenti in ordine alfabetico oltre a centinaia di combinazioni legate a parole affini o a completamento della query di ricerca.

Attraverso Übersuggest è anche possibile effettuare analisi di parole chiave all’interno di ricerche verticali, come shopping, news, video, immagini.

Nella schermata del tool è possibile inoltre avere informazioni sul volume di ricerca della keyword così come il costo medio per una campagna AdWords.

Übersuggest ha una funzione molto utile quando siamo a debito di parole chiave. Possiamo utilizzare l’asterisco (“*”) per completare una frase con una parola a fine o in mezzo alla query.

Un paio di esempi: “La frase più bella di *”, “Negozio di * a Roma”

In questo caso riusciamo ad evidenziare e scoprire cosa può interessare di più all’utente, scovando un argomento magari ancora poco battuto sul web e soprattutto trovando ciò che effettivamente all’utente interessa.

Conclusioni

Per concludere, è fondamentale capire l’importanza di un’analisi sulle parole chiave prima di partire con un progetto sul web.

Potremmo finire col nasconderci nella seconda pagina di Google o posizionarci in prima posizione su un argomento con un volume di 10 ricerche annuali a livello mondiale.

Ricordatevi sempre che l’analisi iniziale è una gran parte del lavoro di strategia, ma il monitoraggio post-pubblicazione è anch’esso molto importante, per questo potrebbe fare al vostro caso vostro, tra i vari strumenti, anche una APP Andoid gratuita per monitorare il posizionamento del tuo sito web.

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