Il ruolo dei Social Media nella Comunicazione Politica

Il ruolo dei Social Media nella Comunicazione Politica

Oggi, per la prima volta, ospito sul blog un amico che ha deciso di condividere una sua riflessione introduttiva sul ruolo che hanno ai nostri tempi i Blog e i Social Media nella Comunicazione Politica, non è un articolo tecnico, una guida o un approfondimento su un particolare strumento, ma semplicemente un insieme di considerazioni che possono alimentare un dibattio più ampio che si allarga a tante altre sfaccettature diverse. Un bel punto di partenza, con alcune metafore riguardanti i ruoli prese dal mondo del calcio, su un argomento sempre più di attualità, come si è visto anche in questi giorni per le Presidenziali americane.

L’autore è Stefano Fantinelli,  faentino d.o.c., padre di 3 figli, tifoso del Milan, amante del Palio, della cultura e delle storie dei Nativi Americani, attualmente Community Manager per un importante partito politico presso Regione Emilia-Romagna. Il suo blog lo trovate su www.fanti1959.com dove, se vi interessa la comunicazione politica applicata ai social, troverete sicuramente altri articoli interessanti.


Siamo nell’era della comunicazione e anche gli esponenti politici, o loro strutture, hanno come prerogativa avere una buona strategia di New Media Marketing.

La comunicazione tradizionale offline deve essere integrata con la nuova comunicazione digitale ed interattiva.

Come i clienti per le aziende, gli utenti social sono il nucleo della strategia di ogni azione politica, ascoltati e presi in considerazione sempre di più.

Una volta erano le fiere ed i mercati i luoghi dove promuovere le merci, incontrare i clienti, confrontarsi ed attingere idee per migliorarsi, ora il web ed in particolare i social network sono i nuovi mercati o fiere, sono le nuove piazze e le tecniche non sono cambiate.

Non si deve considerare queste nuove piazze digitali come una fatica in più, ma come, invece, una grossa opportunità.

Le porte d’ingresso, ovvero i Motori di Ricerca

Ma come fanno gli utenti ad entrare in queste piazze digitali?

Le porte d’ingresso principale sono soprattutto i motori di ricerca ed in Italia, come in tutta la parte occidentale del pianeta, il motore di ricerca più utilizzato è Google.

Su Google cerchiamo di tutto, dove andare in vacanza, come cucinare un determinato piatto, leggere le notizia, ma anche cercare info sull’attività politica che ci interessa.

Se effettuiamo una ricerca digitando il nome di un politico, normalmente troviamo al primo posto il sito/blog poi a seguire i vari social media utilizzati.

Se diamo per assodato che la prima pagina di ricerca di Google è la più vista, allo stesso modo i primi risultati della prima pagina hanno più appeal.

Capite che con questi dati non si può non tenere in considerazione il sito o la sua variante blog e di seguito i social network.

Quindi il punto di partenza (lo dice anche il rank di Google) è il sito o il blog.

Ma che vantaggi ha il sito o blog rispetto ai social network oltre al miglior posizionamento nelle ricerche?

  1. È di nostra proprietà (non siamo soggetti ai cambi di politiche di altri gestori).
  2. Possiamo impostarlo graficamente come vogliamo dando la nostra immagine da subito.
  3. Miglior posizionamento sui motori di ricerca.
  4. È sicuramente uno dei principali strumenti per esporre le nostre idee.
  5. Primo strumento per il Personal Branding.
  6. Con i nuovi siti/blog c’è la possibilità, da parte del fans o utente, di lasciare commenti, quindi dialogare e di conseguenza fidelizzare il fan.

Ma essere in cima nelle ricerche di Google non è sufficiente per portare traffico al nostro sito o blog.

Fino a pochi anni fa vi erano solamente 3 modi per ottenere traffico

  1. Si faceva SEO (tecnica per posizionare meglio il sito/blog nei risultati dei motori di ricerca).
  2. Passaparola (se i contenuti erano interessanti, all’altezza delle aspettative, la gente invitava i propri amici o parenti a seguirci inviando il link con una mail per esempio).
  3.  Pagando (acquistando banner o posizioni preferenziali nei motori di ricerca per ottenere traffico).

Ora, nell’era del web 2.0, il maggior traffico ai siti o blog arriva dalle condivisioni dei social network (il moderno passaparola) prima forma di traffico gratuita ed indipendente da Google

Se la nostra strategia di comunicazione la volessimo paragonare ad una squadra di calcio, il Sito/Blog sarebbe l’attacco.

Ma si può giocare una partita con solo attaccanti?

Il ruolo dei social network (Facebook, Twitter, Instagram, Google Plus, ecc.) è ancora molto difficile da definire, ma in un paese come il nostro che conta 60 milioni di allenatori, nessuno si azzarderebbe più a lasciare in panchina queste risorse.

Non sono bomber, di sicuro, i social network non fanno goal quasi mai, non vendono come fanno altri strumenti della rete, ma sono parte integrante del gioco e senza di loro è più costoso e meno redditizio fare qualunque azione di marketing online.

Se io fossi l’allenatore delle vostra squadra di marketing, i social network li schiererei di sicuro al centro del campo, con grande propensione alle fase difensiva, pronti a bloccare tutti i possibili attacchi, ma pronti a cucire il gioco tra i reparti e rilanciare in avanti.

Cosa sono i social network se non dei facilitatori?

Sono strumenti di relazione, ma anche tool per il monitoraggio in tempo reale, capaci di difenderci da qualsiasi attacco e di comprendere come sta girando il vento nello scenario politico, del territorio e dell’esponente politico.

I politici devono smettere di pensare ai social network come fossero tecnologia fine a se stessa, sono conversazione e questa avviene che essi ci siano o no.

Interazione è l’imperativo per chi vuole fare una strategia di comunicazione

La gente vuole partecipare, sentirsi attiva, far parte di un gruppo, dialogare e ancora di più per un elettore od un potenziale elettore.

Infine non basta creare account nei vari social nework, bisogna fare un piano di comunicazione (meglio se supportati da esperti del settore), adattare gli strumenti alla propria identità (cioè cura del personal branding), dedicarci tempo (interazione tra esperti delle comunicazione ed esponente politico).

Autore: Stefano Fantinelli


A margine di quanto scritto da Stefano Fantinelli, aggiungo che, come viene evidenziato dal suo post, gestire i Social Media e capirne le opportunità non è un lavoro semplice o banale. Anche per i politici e i partiti a cui fanno capo, valgono le stesse regole che vengono applicate per i brand, ovvero porre prima di tutto sempre massima attenzione a quello che si vuole comunicare e come lo si vuole comunicare, perchè un post di dubbio gusto o un tweet uscito male può ritorcersi come un boomerang con effetti devastanti sull’immagine di chi l’ha pubblicato.

In conclusione ecco i classici …

10 Consigli per gestire al meglio la Comunicazione in Politica

  1. Innanzitutto, la prima regola che mi viene da dire, è quella di rivolgersi sempre ad un professionista, che sia free-lance o un’agenzia.
  2. Individuati i collaboratori, lo step successivo e imprescindibile, riguarda lo studio della strategia da applicare, considerando sempre budget e tempo a disposizione per poterla portarla avanti.
  3. Monitorare le conversazioni che ci riguardano e la propria reputazione online, anche avvalendosi di tool specifici, è importante non solo saper comunicare, ma anche saper ascoltare quello che gli altri dicono di noi.
  4. Come dico sempre, anche l’occhio vuole la sua parte! Curare al meglio la grafica e l’immagine dei propri canali social. E soprattutto, tenerli aggiornati costantemente.
  5. Cercare di essere sempre più sé stessi, uscendo dagli stereotipi del politico classico, “ingessato” e troppo formale, è bello cercare di far capire anche aspetti personali tramite i social, aspetti che difficilmente possono essere captati in un semplice comizio o in una comparsata televisiva.
  6. Non parlare sempre e solo di politica, essere monotematici alla lunga non paga, ogni tanto, collegandoci al punto precedente, è buona norma anche “dosare” la comunicazione parlando di altro, una canzone che ci piace, un film, insomma storie di vita reale che possono avvicinare l’immagine del politico di turno all’uomo comune e alle sue abitudini.
  7. Tenere sempre in considerazione il fatto che è importante non solo scrivere propri post sui Social, ma anche rispondere più possibile ai commenti generati dagli utenti.
  8. Mantenere un linguaggio semplice e comprensibile
  9. Nel caso si commetta un errore, non aver paura di ammettere lo sbaglio, meglio delle scuse tempestive e sincere del silenzio.
  10. Dopo tutti questi suggerimenti, il decimo è…se non sei pronto per i Social Media, allora non utilizzarli! Abbiamo visto i benefici e le opportunità, ma ricorda sempre che non “te lo ha ordinato il dottore”, a volte è meno dannoso non avere canali social piuttosto che averli e gestirli male.
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